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Il Decreto Legislativo n° 152 dell'11/05/99 impone procedure ben precise per quanto riguarda lo scarico delle acque reflue provenienti da insediamenti civili e industriali.

Si tratta, a nostro avviso, dell'ennesima tegola sulla testa dei proprietari. Questa volta è L'EUROPA che ci chiama all'ordine.

Il decreto impone che tutti gli scarichi devono essere autorizzati. Così succede che molti Comuni hanno posto come data ultima per la richiesta di autorizzazione allo scarico il 13 giugno 2002. Verifica presso il tuo Comune quali sono gli adempimenti che ogni Regione deve aver fissato in merito.

Il problema è che in molti Comuni le fognature non sempre ci sono. Già, perché quando hai chiesto la licenza o concessione edilizia per costruire la casa, hai pagato al Comune fior di tasse in opere di urbanizzazione, ma poi i soldi che hai pagato sono stati impiegati spesso in tutt'altra maniera e le opere di urbanizzazione, tra le quali la costruzione di fognature, non sono state eseguite. Di conseguenza molte abitazioni civili, prive di allacciamento alla fognatura, scaricano nei pozzi neri sotto casa e occorre svuotarli periodicamente.

Il Presidente della Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani, dalle pagine di diversi quotidiani denuncia che le feste di piazza vengono pagate con i soldi dell'ICI, tassa nata per finanziare i servizi a disposizione degli immobili. Non c'è quindi da meravigliarsi se il comune di Milano, per esempio, non dispone ancora di un depuratore e gli scarichi fognari confluiscono direttamente nei fiumi.

Il Decreto legislativo vieta di scaricare nel sottosuolo. Un bel guaio per chi non è servito dalla fognatura. Occorre che i proprietari si attivino e si informino sul da farsi. In alcuni casi basta chiedere l'autorizzazione al Comune compilando un modulo rilasciato dal Comune stesso, in altri casi occorre presentare allegati planimetrici, schemi e dichiarazioni firmate da un geometra o professionista abilitato, quindi marche da bollo e soldi da tirare fuori.

In caso di scarico senza autorizzazione, il decreto prevede sanzioni parecchio pesanti.

Il Comune, poi, con il tempo farà le verifiche e controllerà se lo scarico è a norma o meno, imponendo eventualmente i lavori di adeguamento.

 

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